Dieta ayurvedica
ayurveda

La parola ayurveda è costituita da due suffissi: Ayu= vita
Veda= conoscenza.

Indica la conoscenza della vita in tutti i suoi aspetti...

Secondo l’”alimentazione ayurvedica” il cibo che nutre il corpo deriva dagli stessi cinque elementi di cui il corpo è composto. Questi cinque elementi di base del cibo sono digeriti nel corpo dai loro rispettivi enzimi e dopo l’assimilazione sono convertiti nei vari tessuti. Secondo la medicina moderna il cibo è composto di proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali, acqua e dopo la digestione questi componenti vengono scissi in aminoacidi, zuccheri, acidi grassi… In ayurveda si ragiona sempre in termini di Vata, Pitta e Kapha.

Per il corretto funzionamento del corpo, della mente e dell’anima bisogna prestare attenzione all’alimentazione, alla corretta combinazione dei cibi e alla loro preparazione, alle regole connesse con l’assunzione del cibo. Per una corretta alimentazione bisogna tenere presente la capacità individuale del potere digestivo (Agni), la corretta quantità di cibo in grado di essere digerita, assimilata ed eliminata per ogni persona, l’umore, i sentimenti, le stagioni, la fame dell’individuo.

In ayurveda vengono considerati sei sapori principali che hanno un effetto sulla coscienza e sulle emozioni, soprattutto se assunti in eccesso: il dolce causa la soddisfazione, l’ingordigia, l’accumulo, l’acido causa l’invidia, la gelosia, il salato causa il desiderio forte per varie situazioni, il piccante causa l’eccitazione, l’impazienza, la rabbia,l’amaro causa l’insoddisfazione, l’astringente causa l’introversione, l’ansia, la paura.

Una sostanza che è favorevole ad un individuo è chiamata satmya; ci sono tre tipi di satmya: pravar, superiore, in cui vi è l’assunzione di tutti i sei sapori con cibo satvico, ossia puro e rende l’individuo forte, longevo, resistente, madhya, con l’utilizzo di 2-5 sapori che rende l’individuo dotato di forza, e avar, inferiore con l’uso di un solo sapore che rende l’individuo poco resistente.

Il cibo sostiene la vita di tutti gli esseri viventi. Tutti gli esseri viventi nell’universo necessitano di cibo. L’aspetto, la chiarezza, una buona voce, la longevità, creatività, felicità, nutrimento, vitalità ed intelletto dipendono dal cibo. Le azioni compiute per il raggiungimento di scopi terreni o per l’illuminazione, tutte dipendono dal cibo. (Charaka Samhita)

Concetto fondamentale per una corretta alimentazione secondo la visione ayurvedica è quello del potere digestivo, Agni. Agni metabolizza i nutrienti eterologhi provenienti dal mondo esterno e, separandoli dagli scarti, li trasforma negli elementi omologhi del corpo. Il concetto di Agni è assimilabile a quello di enzimi digestivi, ma si estende alle fasi successive del metabolismo e pertanto viene indicato come potere metabolico. Se la digestione è forte, l’individuo vive a lungo e libero da malattie, mentre è più facile ad ammalarsi se la digestione è debole.

Fattori che contribuiscono ad indebolire il fuoco digestivo: - assunzione dei pasti ad orari irregolari - cibo non sano - mangiare quando c’è indigestione - digiuno - consumo abituale di bevande fredde - assunzione di alimenti solidi prima della digestione del pasto precedente - consumo eccessivo di bevande alcoliche - consumo abituale ed eccessivo di cibi difficili da digerire - soppressione dei bisogni naturali - mangiare in presenza di rabbia - eccessive preoccupazioni